Basta con gli inchini
Ecco un intervento dei ragazzi di Azione Giovani Piacenza sulla richiesta di risarcimento di casa Savoia. Vi invitiamo a commentare il nostro testo.
In seguito alla seconda guerra mondiale, è diventato uso comune dei governi italiani, vuoi per un certo senso di colpa, vuoi per la debolezza degli stessi, piegarsi costantemente sul piano internazionale. Senza scavare troppo indietro, basta citare la questione Istriana che ancora oggi ci costa pesanti umiliazioni. Meno di un anno fa il neo eletto Giorgio Napolitano si è permesso una dichiarazione sui caduti delle foibe, e si è beccato immediatamente l’invettiva del presidente croato, a cui ovviamente tutto è dovuto, mentre agli assassini italiani neanche la memoria dei civili è concessa. Sempre sulla questione, con sforzi immensi pochi mesi fa il Comitato per gli esuli di Fiume, era riuscito a strappare alla repubblica un francobollo celebrativo di Fiume italiana. Nulla di fatto naturalmente, nello stupore generale la mattina stessa in cui il francobollo doveva andare in stampa, tutto è andato in fumo per le solite ingerenze degli amati ambasciatori stranieri, nei confronti dei quali il governo Prodi sente evidentemente una responsabilità molto forte.
Altra questione che si trascina da parecchi anni, è la maxi autostrada che per un motivo poco chiaro dobbiamo costruire alla Libia, uno stato che senza l’occupazione italiana sarebbe ancora all’età della pietra. Ma in fondo perché no, dobbiamo espiare i nostri peccati per cui costruiamogli questa benedetta autostrada.
Ma veniamo all’attualità, le ultimissime umiliazioni a livello internazionale. Dopo la rimozione dell’esilio agli amati ex sovrani d’Italia, che molto amorevolmente abbandonarono metà Italia l’8 Settembre 1943, dobbiamo pure sentire che lo stato italiano (e quindi tutti noi visto che la Repubblica rappresenta tutti i cittadini), a detta dei sovrani deve un risarcimento di centinaia di milioni di euro alla famiglia reale per aver violato i loro diritti umani. Se la commissione europea accetterà la mozione dei Savoia, bè, saremmo davvero alla frutta, perché se un potere legittimo, cioè la neo-costituita repubblica non aveva il diritto di espellere i Savoia dal territorio nazionale, sarebbe come negare l’autorità italiana non solo a livello europeo (dove le speranze di contare qualcosa sono sparite da parecchi anni), ma anche nelle decisioni che riguardano il nostro territorio.
Ultime ma non meno importanti sono le dichiarazioni dell’ambasciatore romeno sul nostro decreto espulsioni. Secondo quest’ultimo infatti, in un intervista in Spagna, gli spagnoli sono migliori di noi, perché noi siamo razzisti. Effettivamente come negare che chiedere che chi risieda sul proprio territorio lavori e rispetti la legge sia razzismo.
Siamo stufi di essere umiliati da arroganti ambasciatori stranieri, siamo 56 milioni, ma a quanto pare non abbiamo il diritto di avere delle istituzioni, non diciamo rigide, ma serie e da stato europeo come si deve.




