Sentenze fuori dai tempi
«USO PERSONALE» - La sentenza 28270 della Sesta sezione penale della Suprema corte ha ritenuto «fondato» il ricorso di Giuseppe G. con riferimento al fatto che i giudici di merito non avevano considerato «la religione di cui l’imputato si è dichiarato praticante» escludendo, pertanto, che potesse detenere un simile quantitativo di marijuana per esclusivo uso personale. In tal proposito gli Ermellini spiegano che «secondo le notizie relative alla caratteristiche comportamentali degli adepti di tale religione di origine ebraica, la marijuana non è utilizzata solo come erba medicinale, ma anche come erba meditativa. Come tale possibile apportatrice dello stato psicofisico teso alla contemplazione nella preghiera, nel ricordo e nella credenza che l’erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone, chiamato ‘il re saggio’ e da esso ne tragga la forza». Per questa ragione la Cassazione ha rimproverato la Corte d’appello di Perugia per aver condannato Giuseppe solo sulla base del «semplicistico richiamo al dato ponderale della sostanza» trascurando di valutare le «modalità comportamentali del ‘rasta’». Adesso toccherà alla corte d’appello di Firenze riesaminare la vicenda perché gli Ermellini hanno annullato, con rinvio, la condanna.”(Corriere della Sera).
A quanto pare la legge non è uguale per tutti, almeno non per chi “professa” una religione devota al re Salomone… A dir poco sconcertante, con questa sentenza la Cassazione ha creato un precedente pesantissimo che permetterà a tutti coloro che vogliono far uso di marijuana di dotarsi di una florida capigliatura che assicurerà l’impunità di fronte alla legge per l’uso di una sostanza stupefacente. Ora non vogliamo assolutamente mettere in dubbio che il buon ragazzo in questione non sia un devoto, ma ci permettiamo di dire che in un Paese che si dichiara civile, lo Stato che pure deve garantire la libertà di culto (per quanto discutibile), debba intervenire comunque nei casi di usanze che entrino in contrasto con la legge stessa. Inoltre questo verdetto lede pesantemente la credibilità della Corte di Perugia, che aveva gia condannato il ragazzo con le pene regolarmente previste in questi casi. Non sono ammissibili simili sentenze: sono una presa in giro a tutte le persone che rispettano la legge.
12 Luglio 2008 | Categoria: Opinioni, Varie |






4 commenti a “Sentenze fuori dai tempi”
Ma chi si crede di essere lei (autore dell’articolo) per giudicare un adepto di un altra religione che ha usanze diverse dalle sue?Io penso che lei e tutti quelli che la pensano nello stesso modo siete tutti degli intolleranti frustrati e senza nulla da fare il giorno più che giudicare….VERGOGNATEVI,non si tratta di destra e sinistra,si tratta solo di rispetto..
Da Mario il 27 Set, 2008
Premettendo che non sono l’autore dell’articolo, ma esso mi trova concorde, penso che non si può tirare a mano il rispetto solo quando fa comodo. Una persona rispettosa della società dovrebbe rispettare le leggi dello Stato e non crearsi improbabili “alibi” religiosi per placare la propria “sete di meditazione”. Io, da cittadino onesto, non mi sento intollerante, ma frustrato sì, visti gli spettacoli che la giustizia (e non solo quella) italiana ci offre. E questi sono segnali allarmanti per chi ha rispetto delle leggi.
Da Filippo Galba il 27 Set, 2008
Filippo,nessuno può giudicare un altra persona senza conoscere le situazioni,non puoi dire che si tratta di un “alibi”,perchè dal tuo punto di vista può essere cosi,ma dal suo no,non tutte le religioni hanno le stesse tradizioni,e questa tradizione per giunta non nuoce a nessuno come fa invece l’alcol e altre sostanze…è la legge italiana ad essere arretrata e “fuori dai tempi”!Se la canapa è illegale sappiamo tutti che i motivi sono le influenze esercitate dalla mafia e dalle multuinazionali(puoi cercare sul web e trovare moltissime info).Perchè altrimenti lo stato dovrebbe lasciare alla mafia il controllo,quando potrebbe venderla lui stesso come fa con le sigarette (e come succede in olanda?La soluzione dei problemi non è il proibizionismo,ma è il buon senso..
Da Mario il 28 Set, 2008
Premettendo che l’autore dell’articolo sono io, non sapevo che la corte d’appello avesse già emesso una sentenza di un processo penale “senza conoscere le situazioni”
In secondo luogo: ART 8 della Costituzione italiana comma II “Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano”…è palese che detenere una quantità di marijuana superiore al quantitativo concesso “all’uso personale” sia in contrasto con l’ordinamento giuridico italiano. Detto ciò, penso che l’unica persona che abbia mancato di rispetto in questo dibattito non sono io, ma piuttosto chi preferisce dire “Io penso che lei e tutti quelli che la pensano nello stesso modo siete tutti degli intolleranti frustrati e senza nulla da fare il giorno più che giudicare….VERGOGNATEVI”, sulla base di un presunto “buon senso” che vorrebbe la legalizzazione delle droghe leggere.
In ultima istanza, immagino che lei sia un famoso e competente lobbysta che si occupa frequentemente dei rapporti fra le multinazionali e l’attività legislativa italiana per poter sostenere che sono queste ad influenzare le decisioni di politica interna sulla legalizzazione.
In un processo penale non c’è spazio per dietrismi e fantapolitica, solo per atti e prove, e agli atti c’è una quantità di marijuana superiore a quella consentita dalla legge, presa coscienza di ciò, tutto il resto sono chiacchere.
Da Massimiliano Morganti il 28 Set, 2008