17 Gennaio, 2009
Ricordare è un dovere, Agire è indispensabile
In occasione del 40° anniversario del sommo sacrificio di Jan Palach durante la primavera di Praga, per Azione Studentesca è stato doveroso essere presente davanti al liceo Gioia, oltre che per ricordare, con la speranza di rompere la barriera di silenzio che ancora a scuola c’è. Siamo consapevoli infatti, che pochi giovani oggi sanno chi è Jan, e magari non per colpa loro. Jan Palach era uno studente cecoslovacco che, come somma protesta contro l’occupazione sovietica, in nome della libertà si arse vivo in Piazza San Venceslao a Praga il 16 gennaio 1969. Un eroe troppo spesso dimenticato dai libri di storia ed emblema di quanto cupa fu la parentesi comunista in Europa.
Le sue parole: “Poiché i nostri popoli sono sull’orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo”.
Dopo di lui altri sette studenti seguirono il suo gesto. Il prossimo 19 gennaio saranno passati 40 anni dai quei tragici giorni. Non passa però nel nostro cuore e nelle nostre menti il ricordo, il rispetto di chi consapevolmente e coerentemente ha tenuto fede ai suoi principi, ai suoi valori fino a dare la propria vita.
Ecco perché è giusto ricordare questo giovane e il suo gesto, perché dopo 40 anni, Jan Palach è un eroe moderno dei nostri tempi.
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7 Gennaio, 2009
Il 7 gennaio del 1978 tre attivisti del Fronte della Gioventù uscirono dalla sede del Movimento Sociale Italiano di via Acca Larentia, nel popolare quartiere Tuscolano. Una volta in strada vennero travolti da una pioggia di fuoco. Franco Bigonzetti, ventenne iscritto al primo anno di medicina e chirurgia, morì sul colpo, mentre Vincenzo Segneri, ferito ad un braccio, riuscì a rientrare nella sede. Il terzo, Francesco Ciavatta, liceale diciottenne, scappò lungo una scalinata al lato dell’ingresso della sezione ma venne inseguito e freddato con un colpo alla schiena. La notizia si diffuse in città in pochi minuti tanto che una folla di attivisti /missini/ si radunò davanti alla sede. La tensione era altissima e scoppiarono dei tafferugli con le Forze dell’Ordine. Un capitano dei Carabinieri, Edoardo Sivori, sparò ad altezza d’uomo e colpì in piena fronte Stefano Recchioni, 19 anni, militante della sezione di Colle Oppio, che morì dopo due giorni di agonia. Alcuni mesi dopo la strage il padre di Ciavatta, operaio, si suicidò per la disperazione gettandosi dalla finestra della sua casa in piazza Tuscolo. L’attacco fu rivendicato alcuni giorni dopo con un’audiocassetta dai Nuclei Armati di Contropotere territoriale. Per i successivi dieci anni le indagini non portarono ad alcun risultato: solo nel 1988 venne a galla che la mitraglietta Skorpion usata per l’assalto ad Acca Larenzia fu la stessa usata in altri tre omicidi firmati dalle Brigate Rosse (Ezio Tarantelli, Lando Conti e Roberto Ruffili), mentre un anno prima una ex terrorista pentita, Livia Todini, che all’epoca aveva soli 13 anni, raccontò di aver assistito a una riunione in cui si pianificava l’agguato. La Todini accusò alcuni ex militanti di Lotta Continua: Mario Scrocca, Fulvio Turrini, Cesare Cavallari, Francesco de Martiis e Daniela Dolce. Quest’ultima è tutt’ora latitante, mentre Scrocca si tolse la vita in cella il giorno dopo essere stato interrogato dai giudici in seguito al suo arresto. Gli altri tre furono assolti in primo grado per insufficienza di prove. Ma ad Acca Larentia è legata un’altra vicenda di sangue. In occasione del primo anniversario della strage, il 10 gennaio 1979, scoppiarono di nuovo gravi incidenti durante i quali un agente di Polizia in borghese, Alessio Speranza, sparò ad Alberto Giaquinto, milita nte di 17 anni, uccidendolo. In seguito l’agente fu prosciolto dall’accusa di omicidio.
31anni sono passati , 31anni in cui nessuno di noi ha scordato , nessuno di noi ha dimenticato anni cupi , anni di sangue , ma anni di onore , anni di martiri in nome di un ideale , in nome di una comunità. Non vogliamo strumentalizzare i nostri caduti ne fare propaganda , vogliamo solo ricordare chi è caduto per la propria idea. Camerati il vostro onore è ancora vivo nel nostro ricordo.
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1 Gennaio, 2009
Di fronte alla sfida incombente del 2009, da cui vogliamo farci trovare sempre “pronti e degni”. In un momento particolarmente difficile come questo e di fronte ad un importantissimo appuntamento con la storia che vogliamo vivere in prima linea, è importante fare il punto della situazione. Riportiamo l’interessante analisi del direttore della rivista Area (http://www.area-online.it/), nonchè deputato del Popolo della Libertà.
«Faccio appello a tutti gli uomini e alle donne liberi e forti che sentono di dover cooperare per il bene del Paese. (Giulio Tremonti) Continua a leggere La Sfida del 2009
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