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	<title>Azione Giovani Piacenza</title>
	<link>http://www.ag.piacenza.it/wp</link>
	<description>Azione Pensiero Sentimento</description>
	<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 16:50:31 +0000</pubDate>
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		<title>&#8220;A Praga muto, nella piazza c&#8217;è Jan&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 16:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azionegiovanipc</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p>Ricordare è un dovere, Agire è indispensabile</p>

<p>In occasione del 40° anniversario del sommo sacrificio di Jan Palach durante la primavera di Praga, per Azione Studentesca è stato doveroso essere presente davanti al liceo Gioia, oltre che per ricordare, con la speranza di rompere la barriera di silenzio che ancora a scuola c&#8217;è. Siamo consapevoli infatti, [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordare è un dovere, Agire è indispensabile</p>

<p>In occasione del 40° anniversario del sommo sacrificio di Jan Palach durante la primavera di Praga, per Azione Studentesca è stato doveroso essere presente davanti al liceo Gioia, oltre che per ricordare, con la speranza di rompere la barriera di silenzio che ancora a scuola c&#8217;è. Siamo consapevoli infatti, che pochi giovani oggi sanno chi è Jan, e magari non per colpa loro. Jan Palach era uno studente cecoslovacco che, come somma protesta contro l&#8217;occupazione sovietica, in nome della libertà si arse vivo in Piazza San Venceslao a Praga il 16 gennaio 1969.  Un eroe troppo spesso dimenticato dai libri di storia ed emblema di quanto cupa fu la parentesi comunista in Europa.</p>

<p>Le sue parole: &#8220;Poiché i nostri popoli sono sull&#8217;orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo”.
Dopo di lui altri sette studenti seguirono il suo gesto. Il prossimo 19 gennaio saranno passati 40 anni dai quei tragici giorni. Non passa però nel nostro cuore e nelle nostre menti il ricordo, il rispetto di chi consapevolmente e coerentemente ha tenuto fede ai suoi principi, ai suoi valori fino a dare la propria vita.
Ecco perché è giusto ricordare questo giovane e il suo gesto, perché dopo 40 anni, Jan Palach è un eroe moderno dei nostri tempi.</p>
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		<title>7/1/1978 Io non scordo</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 16:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azionegiovanipc</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p>Il 7 gennaio del 1978 tre attivisti del Fronte della Gioventù uscirono dalla sede del Movimento Sociale Italiano di via Acca Larentia, nel popolare quartiere Tuscolano. Una volta in strada vennero travolti da una pioggia di fuoco. Franco Bigonzetti, ventenne iscritto al primo anno di medicina e chirurgia, morì sul colpo, mentre Vincenzo Segneri, ferito [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 7 gennaio del 1978 tre attivisti del Fronte della Gioventù uscirono dalla sede del Movimento Sociale Italiano di via Acca Larentia, nel popolare quartiere Tuscolano. Una volta in strada vennero travolti da una pioggia di fuoco. Franco Bigonzetti, ventenne iscritto al primo anno di medicina e chirurgia, morì sul colpo, mentre Vincenzo Segneri, ferito ad un braccio, riuscì a rientrare nella sede. Il terzo, Francesco Ciavatta, liceale diciottenne, scappò lungo una scalinata al lato dell’ingresso della sezione ma venne inseguito e freddato con un colpo alla schiena. <span id="more-81"></span>La notizia si diffuse in città in pochi minuti tanto che una folla di attivisti /missini/ si radunò davanti alla sede. La tensione era altissima e scoppiarono dei tafferugli con le Forze dell’Ordine. Un capitano dei Carabinieri, Edoardo Sivori, sparò ad altezza d’uomo e colpì in piena fronte Stefano Recchioni, 19 anni, militante della sezione di Colle Oppio, che morì dopo due giorni di agonia. Alcuni mesi dopo la strage il padre di Ciavatta, operaio, si suicidò per la disperazione gettandosi dalla finestra della sua casa in piazza Tuscolo. L’attacco fu rivendicato alcuni giorni dopo con un’audiocassetta dai Nuclei Armati di Contropotere territoriale. Per i successivi dieci anni le indagini non portarono ad alcun risultato: solo nel 1988 venne a galla che la mitraglietta Skorpion usata per l’assalto ad Acca Larenzia fu la stessa usata in altri tre omicidi firmati dalle Brigate Rosse (Ezio Tarantelli, Lando Conti e Roberto Ruffili), mentre un anno prima una ex terrorista pentita, Livia Todini, che all’epoca aveva soli 13 anni, raccontò di aver assistito a una riunione in cui si pianificava l’agguato. La Todini accusò alcuni ex militanti di Lotta Continua: Mario Scrocca, Fulvio Turrini, Cesare Cavallari, Francesco de Martiis e Daniela Dolce. Quest’ultima è tutt’ora latitante, mentre Scrocca si tolse la vita in cella il giorno dopo essere stato interrogato dai giudici in seguito al suo arresto. Gli altri tre furono assolti in primo grado per insufficienza di prove. Ma ad Acca Larentia è legata un’altra vicenda di sangue. In occasione del primo anniversario della strage, il 10 gennaio 1979, scoppiarono di nuovo gravi incidenti durante i quali un agente di Polizia in borghese, Alessio Speranza, sparò ad Alberto Giaquinto, milita nte di 17 anni, uccidendolo. In seguito l’agente fu prosciolto dall’accusa di omicidio.</p>

<p>31anni sono passati , 31anni in cui nessuno di noi ha scordato , nessuno di noi ha dimenticato anni cupi , anni di sangue , ma anni di onore , anni di martiri in nome di un ideale , in nome di una comunità. Non vogliamo strumentalizzare i nostri caduti ne fare propaganda , vogliamo solo ricordare chi è caduto per la propria idea. Camerati il vostro onore è ancora vivo nel nostro ricordo.</p>
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		<title>La Sfida del 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 19:46:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azionegiovanipc</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p>Di fronte alla sfida incombente del 2009, da cui vogliamo farci trovare sempre &#8220;pronti e degni&#8221;. In un momento particolarmente difficile come questo e di fronte ad un importantissimo appuntamento con la storia che vogliamo vivere in prima linea, è importante fare il punto della situazione. Riportiamo l&#8217;interessante analisi del direttore della rivista Area (http://www.area-online.it/), nonchè deputato del [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Di fronte alla sfida incombente del 2009, da cui vogliamo farci trovare sempre &#8220;pronti e degni&#8221;. In un momento particolarmente difficile come questo e di fronte ad un importantissimo appuntamento con la storia che vogliamo vivere in prima linea, è importante fare il punto della situazione. Riportiamo l&#8217;interessante analisi del direttore della rivista Area (<a href="http://www.area-online.it/">http://www.area-online.it/</a>), nonchè deputato del Popolo della Libertà.</p>

<p>«Faccio appello a tutti gli uomini e alle donne liberi e forti  che sentono di dover cooperare per il bene del Paese. (Giulio Tremonti) <a href="http://www.ag.piacenza.it/wp/2009/la-sfida-del-2009/#more-99" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Contro i privilegi, la gioventù si scaglia&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 20:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azionegiovanipc</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p>Paradossale, quasi ingrata: una televisione privata come Sky, che ha potuto godere sin dalla sua nascita in Italia di un regime fiscale agevolato che non ha in altre parti d’Europa, decide di lanciare una vera a propria campagna diffamatoria sulle sue reti contro il governo Italiano.
La famigerata Iva al 10%, nasce nel 95, con lo [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Paradossale, quasi ingrata: una televisione privata come Sky, che ha potuto godere sin dalla sua nascita in Italia di un regime fiscale agevolato che non ha in altre parti d’Europa, decide di lanciare una vera a propria campagna diffamatoria sulle sue reti contro il governo Italiano.
La famigerata Iva al 10%, nasce nel 95, con lo scopo di lanciare la Tv satellitare in Italia in quanto mancante.
Ed ecco come nel 2002, il volpone Rupert Murdoch approda dall’Australia sulle coste del mediterraneo e lancia un impresa che conta ad oggi 4 milioni di clienti circa e un utile (solo con i suoi abbonati italiani) superiore a quello della Rai.
Qualcuno dal cielo (l’Unione Europea), fa notare che l’iva al 10% è in termini di competizione di mercato è irregolare se non giustificata, e minaccia di aprire una procedura di infrazione contro l’Italia, qualora l’iva non venga uniformata per tutte le Tv (senza indicare se debba essere uniformata al 10% o al 20%). <a href="http://www.ag.piacenza.it/wp/2008/contro-i-privilegi-la-gioventu-si-scaglia/#more-98" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Oltre ogni muro</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 21:05:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>9 Novembre 1989, noi non scordiamo, e così, sabato 8 novembre siamo scesi in piazza per ricordare questo giorno fondamentale per la libertà dei popoli europei.
Giorno della Libertà è vero, ma una libertà pagata a caro prezzo. Quante vittime hanno dovuto vedere le città d’Europa prima di poter riprendere a respirare.
Parlo dei fratelli che sempre [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>9 Novembre 1989, noi non scordiamo, e così, sabato 8 novembre siamo scesi in piazza per ricordare questo giorno fondamentale per la libertà dei popoli europei.
Giorno della Libertà è vero, ma una libertà pagata a caro prezzo. Quante vittime hanno dovuto vedere le città d’Europa prima di poter riprendere a respirare.
Parlo dei fratelli che sempre hanno difeso la frontiera dell’est, parlo dei giovani caduti per le strade.
Parlo dei ragazzi di Budapest, che in un’alba d’Ottobre del ‘56 sono insorti contro il governo fantoccio instaurato dall’unione sovietica in Ungheria. Uno slancio di libertà che i Russi hanno saputo reprimere solo con i carri armati e con il sangue.
Parlo di Jan Palach, che il 19 Gennaio del 1969 si arse vivo a piazza Venceslao a Praga, con la speranza che il suo sacrificio potesse attirare l’attenzione dei paesi d’occidente sull’occupazione armata sovietica della sua patria.
Parlo di Alain Escoffier, che come Jan diede la sua vita nella speranza di spezzare il velo di silenzio che ha coperto le infamie dei sovietici fino a quel fatidico 9 novembre del 1989.
Parlo di tutte le famiglie trucidate dai mitra comunisti nel tentativo di scavalcare il muro per fuggire dal cosiddetto “paradiso socialista”. Un paradiso in cui tutti si doveva essere uguali, ma dove se eri al vertice del partito comunista o nel Kgb magari eri un po’ meno uguale degli altri. <a href="http://www.ag.piacenza.it/wp/2008/oltre-ogni-muro/#more-97" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Quando protestare è un diritto esclusivo</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 17:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azionegiovanipc</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p>Avevamo uno striscione che recitava : La condotta non si numera!Né rossi né neri ma liberi pensieri.
Avevamo voglia di manifestare anche noi, di scioperare, contro la reintroduzione del voto in condotta.
Avevamo le uniche bandiere che potevano rappresentare gli studenti: Il tricolore.
Avevamo l&#8217;appoggio di una cinquantina di giovani studenti, pronti a sfilare con noi.
Avevamo, come sempre, [...]</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevamo uno striscione che recitava : La condotta non si numera!Né rossi né neri ma liberi pensieri.
Avevamo voglia di manifestare anche noi, di scioperare, contro la reintroduzione del voto in condotta.
Avevamo le uniche bandiere che potevano rappresentare gli studenti: Il tricolore.
Avevamo l&#8217;appoggio di una cinquantina di giovani studenti, pronti a sfilare con noi.
Avevamo, come sempre, tanta voglia di farci sentire, ma non ci è stato concesso di esprimere le nostre idee.
Ci è stato detto: &#8220;La manifestazione è di sinistra, non siete bene accetti!&#8221;(Carlo Pallavicini, consigliere comunale di Rifondazione comunista), e ci è stato poi &#8220;consigliato&#8221; dalle forze dell&#8217;ordine di andarcene.
A noi, che abbiamo i diritti degli studenti a cuore, è stato impedito di manifestare da chi ha l&#8217;unico interesse di politicizzare uno sciopero che dovrebbe essere di tutti.
Molti studenti questa mattina non hanno partecipato allo sciopero non riconoscendosi sotto la bandiera con la falce e martello o nei cori di violenza politica (che nulla centravano).
L’ennesima sconfitta per il movimento studentesco, che ha perso un’occasione di fare fronte comune, fossilizzandosi su posizioni da anni di piombo.
Per quanto ci riguarda, avevamo deciso di scendere in piazza, non contro il decreto nella sua interezza, ma contro la reintroduzione della bocciatura in base al voto di condotta, poiché riteniamo che questa pratica non sarebbe altro che uno strumento di ricatto messo nelle mani dei professori, che tra l’altro, “il coltello dalla parte del manico” già lo hanno comunque.
E’ triste che quello che poteva essere un valido contributo al bene degli studenti sia stato rigettato per le solite note ideologie.</p>

<p>Azione Studentesca</p>
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		<title>Riforme, scuola, demagogia e dintorni</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 21:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azionegiovanipc</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p>Stesso posto, stesso bar: da un certo 68’ in poi, cercare di migliorare la scuola italiana, è diventata un’impresa quasi impossibile. Se chiedi a qualsiasi ragazzo cosa ne pensa della scuola, ti dirà sicuramente che così non va, che le menti scappano all’estero e che da noi non si fa ricerca.
Ma ecco come di fronte [...]</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stesso posto, stesso bar: da un certo 68’ in poi, cercare di migliorare la scuola italiana, è diventata un’impresa quasi impossibile. Se chiedi a qualsiasi ragazzo cosa ne pensa della scuola, ti dirà sicuramente che così non va, che le menti scappano all’estero e che da noi non si fa ricerca.
Ma ecco come di fronte a qualcuno che tenta di smuovere le acque, l’unica cosa che sanno fare le forze antagoniste e che per di più vorrebbero spacciarsi come “riformiste”, è diventare improvvisamente ostruzioniste e piazzaiole.
Mi sono trovato in imbarazzo nella mia università (dove oltre alle bombe a carta qualcuno ogni tanto arringa gli studenti con il megafono), sentendo la disinformazione e la falsità che è alla base delle proteste studentesche di questi ultimi giorni. <a href="http://www.ag.piacenza.it/wp/2008/riforme-scuola-demagogia-e-dintorni/#more-95" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Lettera aperta a tutto l&#8217;ambiente di destra</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 13:15:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azionegiovanipc</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p>Dopo mille strumentalizzazioni delle recenti affermazioni di Gianfranco Fini, sia da ambienti della sinistra che della destra, mi sono sentito in dovere di prendere una posizione, lo faccio a titolo personale, ma credo che qualunque persona di buon senso possa riconoscersi in quello che sto per scrivervi. Il recente dibattito non solo non era necessario, [...]</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo mille strumentalizzazioni delle recenti affermazioni di Gianfranco Fini, sia da ambienti della sinistra che della destra, mi sono sentito in dovere di prendere una posizione, lo faccio a titolo personale, ma credo che qualunque persona di buon senso possa riconoscersi in quello che sto per scrivervi. Il recente dibattito non solo non era necessario, ma è stato condotto in luoghi e da persone che non hanno il titolo per giocare a fare gli storici. Le esternazioni di Fini, evidentemente frutto di un suo percorso personale (indubbiamente poco coerente, ma non siamo qui per fare della morale), sono a mio avviso considerazioni socio-culturali di una visione propria del Presidente della Camera. Parlare di fascismo e antifascismo oggi però, da un punto di vista politico, è assolutamente anacronistico, l’equivalente insomma di parlare di giacobinismo nella politica di attualità, di guelfismo o quant’altro. Certo se si vuole spostare l’analisi su un piano prettamente culturale, allora parlarne ha già più senso. Mi sembra infatti, che molti ancora oggi, pensano che la Destra in Italia sia nata a San Sepolcro. Se si aprono un po’ di più gli occhi sulla storia e sul mondo, ci si può rendere facilmente conto di come la Destra, non sia semplicemente estetica, ma che sia invece un entità meta-storica e meta-politica, che ha radici molto più profonde del 1919. La cultura della Tradizione, è un insieme di valori e idee caratteristiche di una determinata visione del mondo, che esisteva già prima della nascita degli stati nazionali.  <a href="http://www.ag.piacenza.it/wp/2008/lettera-aperta-a-tutto-lambiente-di-destra/#more-94" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Praga, 40 anni dopo non dimentichiamo</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 19:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nella notte fra il 20 e il 21 agosto 1968 la Cecoslovacchia fu invasa da una forza stimata fra i 200.000 e i 600.000 soldati e fra 5.000 e 7.000 veicoli corazzati. </p>

<p>Fu così messa la parola fine alla &#8220;Primavera di Praga&#8221;, un periodo di leggere riforme durato otto mesi.
A quarant&#8217;anni di distanza da quei [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella notte fra il 20 e il 21 agosto 1968 la Cecoslovacchia fu invasa da una forza stimata fra i 200.000 e i 600.000 soldati e fra 5.000 e 7.000 veicoli corazzati. 
<img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/2/2b/Primavara_de_la_Praga_-_oameni_in_jurul_tancurilor.jpg/300px-Primavara_de_la_Praga_-_oameni_in_jurul_tancurilor.jpg" alt="Primavera di Praga" />
Fu così messa la parola fine alla &#8220;Primavera di Praga&#8221;, un periodo di leggere riforme durato otto mesi.
A quarant&#8217;anni di distanza da quei fatti non dimentichiamo il sacrificio di quanti si batterono in nome della libertà del proprio paese.
 <a href="http://www.ag.piacenza.it/wp/2008/praga-40-anni-dopo-non-dimentichiamo/#more-92" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Atreju ’08 – Eccezionali per scelta</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 18:29:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Annunci]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dal 10 al 14 settembre si terrà la IX edizione di “Atreju”. Ancora una volta ci ritroveremo a Roma alle pendici dei sette Colli che costeggiano il cuore di Roma, al cospetto del Colosseo. Sarà, infatti, il parco del Celio la suggestiva cornice che ospiterà la nostra tradizionale festa, che si presenterà con un villaggio [...]</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 10 al 14 settembre si terrà la IX edizione di “Atreju”. Ancora una volta ci ritroveremo a Roma alle pendici dei sette Colli che costeggiano il cuore di Roma, al cospetto del Colosseo. Sarà, infatti, il parco del Celio la suggestiva cornice che ospiterà la nostra tradizionale festa, che si presenterà con un villaggio rinnovato e come sempre colmo di stand, di sport, musica, e tanta buona politica.
Affronteremo i temi più discussi del nostro tempo, sarà il momento per lanciare campagne politiche e culturali che caratterizzeranno il prossimo anno, snoccioleremo e confuteremo le tesi e le antitesi attraverso le quali si articola una visione del mondo.
“Atreju ’08 – Eccezionali per scelta”, è il luogo ideale dove trovare l’entusiasmo per affrontare con rinnovata energia una stagione che richiederà un impegno straordinario e valoroso in cui sarà importante difendere, rilanciare e trasmettere alla nostra Terra quei valori che abbiamo la presunzione di incarnare e concretizzare, quei progetti finora solo sfiorati e accarezzati in sogno da una intera generazione.
 <a href="http://www.ag.piacenza.it/wp/2008/atreju-%e2%80%9908-%e2%80%93-eccezionali-per-scelta/#more-93" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Lettera aperta sull&#8217;inizio dei giochi Olimpici</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Aug 2008 11:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azionegiovanipc</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p>Scriviamo questa lettera aperta nella speranza di dar voce alle ingiustizie che quotidianamente il popolo tibetano subisce e sulle quali il mondo “civilizzato” sta dicendo poco o nulla.
In Italia, eccettuati il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni (nonché nostro presidente) e il senatore Maurizio Gasparri, sembra che tutte le autorità politiche e sportive abbiano dato un [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Scriviamo questa lettera aperta nella speranza di dar voce alle ingiustizie che quotidianamente il popolo tibetano subisce e sulle quali il mondo “civilizzato” sta dicendo poco o nulla.
In Italia, eccettuati il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni (nonché nostro presidente) e il senatore Maurizio Gasparri, sembra che tutte le autorità politiche e sportive abbiano dato un tacito benestare al via delle Olimpiadi in Cina. In linea teorica le Olimpiadi dovrebbero essere una manifestazione di fratellanza mondiale e libertà. Non è un po’ contradditorio che queste si tengano in un paese imperialista dove libertà e fratellanza sono mere utopie?
Possono i fuochi d’artificio della festa d’apertura cancellare le immagini che fino a qualche settimana fa arrivavano ai nostri telegiornali di arresti e violenze nelle piazze del Tibet? <a href="http://www.ag.piacenza.it/wp/2008/lettera-aperta-sullinizio-dei-giochi-olimpici/#more-91" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Sentenze fuori dai tempi</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 10:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azionegiovanipc</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p>«USO PERSONALE» - La sentenza 28270 della Sesta sezione penale della Suprema corte ha ritenuto «fondato» il ricorso di Giuseppe G. con riferimento al fatto che i giudici di merito non avevano considerato «la religione di cui l&#8217;imputato si è dichiarato praticante» escludendo, pertanto, che potesse detenere un simile quantitativo di marijuana per esclusivo uso [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>«USO PERSONALE» - La sentenza 28270 della Sesta sezione penale della Suprema corte ha ritenuto «fondato» il ricorso di Giuseppe G. con riferimento al fatto che i giudici di merito non avevano considerato «la religione di cui l&#8217;imputato si è dichiarato praticante» escludendo, pertanto, che potesse detenere un simile quantitativo di marijuana per esclusivo uso personale. In tal proposito gli Ermellini spiegano che «secondo le notizie relative alla caratteristiche comportamentali degli adepti di tale religione di origine ebraica, la marijuana non è utilizzata solo come erba medicinale, ma anche come erba meditativa. Come tale possibile apportatrice dello stato psicofisico teso alla contemplazione nella preghiera, nel ricordo e nella credenza che l&#8217;erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone, chiamato &#8216;il re saggio&#8217; e da esso ne tragga la forza». Per questa ragione la Cassazione ha rimproverato la Corte d&#8217;appello di Perugia per aver condannato Giuseppe solo sulla base del «semplicistico richiamo al dato ponderale della sostanza» trascurando di valutare le «modalità comportamentali del &#8216;rasta&#8217;». Adesso toccherà alla corte d&#8217;appello di Firenze riesaminare la vicenda perché gli Ermellini hanno annullato, con rinvio, la condanna.”(Corriere della Sera). <a href="http://www.ag.piacenza.it/wp/2008/sentenze-fuori-dai-tempi/#more-90" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Ennesimo esempio del degrado del mondo moderno</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 08:19:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azionegiovanipc</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p>Treviso, una ragazzina vende via mms le sue foto nuda ai compagni di scuola, allo scopo di comprare qualche vestito firmato che i genitori gli avevano negato.
E’ solo uno dei tanti episodi di decadimento morale che è sempre più frequente nella gioventù d’oggi, perché qui non solo si toglie dignità a se stessi svendendo la [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Treviso, una ragazzina vende via mms le sue foto nuda ai compagni di scuola, allo scopo di comprare qualche vestito firmato che i genitori gli avevano negato.
E’ solo uno dei tanti episodi di decadimento morale che è sempre più frequente nella gioventù d’oggi, perché qui non solo si toglie dignità a se stessi svendendo la propria immagine, ma si attribuisce importanza a cose futili come i vestiti griffati.
E tutto questo è stato possibile grazie alla tecnologia a basso costo che tutti possono sfruttare, e probabilmente all’educazione che la ragazzina avrà appreso dai soliti noti reality show e dai soliti noti programmi di incontri in Tv, dove “l’apparire” è tutto e “l’essere” è da sfigati. <a href="http://www.ag.piacenza.it/wp/2008/ennesimo-esempio-del-degrado-del-mondo-moderno/#more-89" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Finiamola con Tele-delitto</title>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2008 14:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azionegiovanipc</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p>E’ finita, dopo 4 anni di processo, vicissitudini varie, gravidanze, speciali Tv, salotti di intellettualoidi, Anna Maria Franzoni è stata condannata in via definitiva anche in Cassazione.
E’ possibile comprendere da un punto di vista umano, quale possa essere il dolore di questa donna che dovrà spiegare ai suoi due figli che per 16 anni dovrà [...]</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ finita, dopo 4 anni di processo, vicissitudini varie, gravidanze, speciali Tv, salotti di intellettualoidi, Anna Maria Franzoni è stata condannata in via definitiva anche in Cassazione.
E’ possibile comprendere da un punto di vista umano, quale possa essere il dolore di questa donna che dovrà spiegare ai suoi due figli che per 16 anni dovrà starsene chiusa in carcere.
Ma la realtà è dura e semplice, una sentenza definitiva, è al di sopra di qualsiasi giudizio umano o morale, perché negare l’autorevolezza e la giustezza di una sentenza della giurisdizione italiana, equivarrebbe a dire che la legge non è uguale per tutti.
Ma la cosa scandalosa, è come una questione drammatica: un infanticidio, una famiglia dilaniata; sia stata per 6 anni strumentalizzata e messa al servizio dell’informazione.  <a href="http://www.ag.piacenza.it/wp/2008/finiamola-con-tele-delitto/#more-88" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Giorgia ministro!</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 22:28:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; con grande soddisfazione che abbiamo accolto la notizia della nomina di Giorgia al dicastero per noi più importante, quello delle Politiche giovanili. Per motivi politici la presidente di Azione Giovani ha visitato Piacenza due volte. La prima tre anni fa, quando per incontrare i propri militanti, Giorgia ha raggiunto Pecorara, durante la festa Tricolore: [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img413.imageshack.us/img413/8494/d302103gr9.jpg" alt="Giorgia Meloni" align="left"/>E&#8217; con grande soddisfazione che abbiamo accolto la notizia della nomina di Giorgia al dicastero per noi più importante, quello delle Politiche giovanili. Per motivi politici la presidente di Azione Giovani ha visitato Piacenza due volte. La prima tre anni fa, quando per incontrare i propri militanti, Giorgia ha raggiunto Pecorara, durante la festa Tricolore: una serata di festa per il nostro gruppo e che tutti ancora ricordano. La seconda volta più recentemente durante il maggio 2007, per appoggiare le candidature dei ragazzi di Azione Giovani alle Comunali, e rinsaldare l&#8217;opposizione all&#8217;allora governo Prodi in carica.  <a href="http://www.ag.piacenza.it/wp/2008/giorgia-ministro/#more-87" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>33° Anniversario della morte di Sergio Ramelli</title>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2008 09:24:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azionegiovanipc</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p>Eccolo qui, come ogni anno arriva il giorno in cui dobbiamo fermarci a pensare, o meglio a ricordare. 33 Anni fa un ragazzo veniva assassinato per le sue idee, un assassinio vile, con un appostamento nel vicolo sotto casa sua.Sergio era un ragazzo che aveva scelto di schierarsi, insoddisfatto del suo tempo e della sua [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccolo qui, come ogni anno arriva il giorno in cui dobbiamo fermarci a pensare, o meglio a ricordare. 33 Anni fa un ragazzo veniva assassinato per le sue idee, un assassinio vile, con un appostamento nel vicolo sotto casa sua.Sergio era un ragazzo che aveva scelto di schierarsi, insoddisfatto del suo tempo e della sua generazione scelse il Fronte della gioventù, nella speranza di dar voce ad una cultura e a dei valori che con orgoglio tutt’oggi ci sentiamo di essere portatori.Ma la sua giovane vita è stata stroncata dalle chiavi inglesi di quelli che hai tempi si chiamavano comunisti, e che dopo innumerevoli plastiche facciali abbiamo ancora in parlamento.Noi non possiamo scordare, e crediamo nell’importanza della battaglia di Sergio, per questa ragione non possiamo permetterci che il suo sacrificio sia stato vano, e anche oggi in questo mondo perverso non possiamo arrenderci e posare la bandiera della Tradizione italiana che ci siamo incaricati di portare avanti.Ieri, Giovedì 1° Maggio,  noi ragazzi di Azione Giovani Piacenza, con alcune delegazioni di Ag Reggio, Lodi e Modena, e insieme ai ragazzi del Blocco Studentesco, abbiamo celebrato come ogni anno questo anniversario, che ci ricorda tutti i giovani che prima di noi si sono sacrificati per le loro idee e per la loro causa. Perché nonostante sia morto, nei nostri cuori Sergio vive ancora: Sergio Ramelli PRESENTE!</p>
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		<title>Roma 5 Aprile 2008</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 10:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azionegiovanipc</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p>Succede così; e per fortuna c&#8217;è da aggiungere. Parlo degli eventi della nostra vita, capaci di farci intravedere le cose più palesi attraverso nuove angolature fino all&#8217;ora ignorate. Succede che da un momento all&#8217;altro ciò che prima appariva bianco ora prende le sfumature del rosso, del nero, dell&#8217;azzuro eccetera. Succede e a volte è piacevole, [...]</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Succede così; e per fortuna c&#8217;è da aggiungere. Parlo degli eventi della nostra vita, capaci di farci intravedere le cose più palesi attraverso nuove angolature fino all&#8217;ora ignorate. Succede che da un momento all&#8217;altro ciò che prima appariva bianco ora prende le sfumature del rosso, del nero, dell&#8217;azzuro eccetera. Succede e a volte è piacevole, altre volte meno; ma sempre sorprendente. In particolare voglio riferirmi a sabato 5 aprile, Roma, piazza Pantheon. Lì, quello che credevo vero ha subito i suoi forti contrasti interni, e mi ha condotto verso lidi nuovi,o perlo meno parzialmente nuovi. Abbandonando la vaghezza di queste prime righe, voglio focalizzare l&#8217;attenzione su ciò c he ha rappresentato secondo il mio parere la manifestazione di Roma per il futuro di Ag. Nel marasma di gente che quel caldo pomeriggio di aprile era accorsa nella nota piazza romana per partecipare alla manifestazione del Pdl, i militanti di Azione Giovani hanno spiccato. Compatti, preparati e organizzati, decisi nelle loro posizioni quei ragazzi, diretti discendenti del Fronte della Gioventù, non hanno tradito le loro origini. Forti di un passato glorioso alle spalle, benchè un pò storditi dall&#8217;ambiente in cui si trovavano(non propriamente il loro), hanno compreso il compito loro assegnatoli dal tempo e hanno mostrato quanto la ricchezza di contenuti possano vincere difronte alla vuotezza generale. D&#8217;altronde Pareto e Mosca insegnano, e Gramsci anche. Quello visto a Roma sabato scorso non era il semplice entusiasmo di un centinaio di ragazzini, ma era la gioia e la volontà di voler gridare a voce alta, tutti insieme l&#8217;intenzione irremovibile di non buttare al vento tutti questi anni di lotta, e di mantenere accesa ancora la fiaccola; quella eterna della Tradizione europea. (Claudio Giovannico)</p>
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		<title>L&#8217;oppressione ha un nome e un colore</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 00:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azionegiovanipc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>2008, e uno dei più potenti paesi, che guarda caso questo stesso anno dovrebbe ospitare un evento mondiale come le Olimpiadi, ha voluto ricordarci che i sistemi autoritari esistono ancora. Cifre incerte, informatori Onu dicono centinaia, la stampa Cinese dice 13 morti, fossero anche 1 e mezzo, in Tibet c’è gente che protestando pacificamente sta [...]</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>2008, e uno dei più potenti paesi, che guarda caso questo stesso anno dovrebbe ospitare un evento mondiale come le Olimpiadi, ha voluto ricordarci che i sistemi autoritari esistono ancora. Cifre incerte, informatori Onu dicono centinaia, la stampa Cinese dice 13 morti, fossero anche 1 e mezzo, in Tibet c’è gente che protestando pacificamente sta venendo assassinata da quel regime che si proclama portatore del benessere e dell’uguaglianza. Si chiamano comunisti, ma del comunismo oramai nel loro sistema economico non è rimasta nemmeno l’ombra. Un atleta dopo l’altro sta disertando queste Olimpiadi, ma siamo onesti, se non ci fossero state le Olimpiadi avremmo saputo cosa sta succedendo in Tibet? La libertà di stampa e di parola sono ancora utopie molto distanti per i cinesi, quel principio tanto amato che si chiama “auto-determinazione dei popoli” è un fiore ancora abbastanza raro su questo pianeta.
Cambia lo scenario ma i colori son gli stessi, a Cuba una delle figure più controverse di questo secolo, ha abbandonato il potere in favore del fratello. Ma per i Cubani cambia qualcosa?
Assolutamente no, vivono sotto una cupola di vetro che non gli permette di vedere il mondo esterno, ma credete veramente che vedendo il mondo prosperare, sopporterebbero così facilmente l’embargo che li assedia da così tanti anni solo per mantenere fede ad un ideologia morta e sepolta?
Nel mondo la libertà è ancora vacante in molti più luoghi di quanto si possa pensare, e la responsabilità, anche se oggi ha assunto simboli e colori leggermente diversi, è sempre la stessa.
9 Novembre 1989. Cade il muro
25 Dicembre 1990. Crolla l’Urss
Marzo 2008, si continua ad uccidere innocenti per quell’ideologia.</p>
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		<title>Menti annebbiate dal fumo moderno</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 10:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azionegiovanipc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Accendo la Tv, e anche oggi trovo su tutti i canali l’ultima puntata del “delitto di erba” “del delitto di Garlasco” “del delitto di Perugia””il caso dei fratellini di Gravina”…Notizie sicuramente importanti, ma i cui dettagli e sviluppi devono riguardare solo e unicamente la magistratura, non esiste ragione per cui una telecronaca giornaliera e minuziosa [...]</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Accendo la Tv, e anche oggi trovo su tutti i canali l’ultima puntata del “delitto di erba” “del delitto di Garlasco” “del delitto di Perugia””il caso dei fratellini di Gravina”…Notizie sicuramente importanti, ma i cui dettagli e sviluppi devono riguardare solo e unicamente la magistratura, non esiste ragione per cui una telecronaca giornaliera e minuziosa ci racconti tutti i dettagli. Ma a quanto pare ormai è di moda e sui nostri teleschermi la cronaca nera fa più tendenza della nuova galassia recentemente scoperta da alcuni studiosi.Ma passiamo al settore giovanile, ecco come ragazzi e ragazze corrano a casa da scuola con l’ansia terribile di perdere l’ultima puntata di “uomini e donne” o “amici” o del “grande fratello” ecc.…Programmi dal contenuto inesistente che sono ormai diventati appuntamenti imperdibili per una generazione. Ma niente da fare, gli ascolti sono alti, e la legge del mercato si sa, non lascia spazio se non hai programmi “vincenti”E’ l’assoluta vittoria della Tv spazzatura, che rincitrullisce costantemente  i nostri cervelli.Gli atenei e le scuole pubbliche sono a livelli da terzo mondo, visto che i fondi già scarsi, vengono costantemente dirottati sui vari dipartimenti, assistenti e su tutto quell’abnorme apparato burocratico che spreca l’inimmaginabile.Non esistono luoghi di incontro giovanili (salvo rare oasi nel deserto) e gli incontri si riducono a scambi di battute su internet o a insulse conversazioni in discoteca dove la musica è così alta che quando ti presenti ad una ragazza/ragazzo, le probabilità che capisca anche solo il tuo nome sono inesistenti.Come possiamo quindi lamentarci della nostra classe dirigente, quando noi stessi siamo poco più che osservatori paralitici, tenuti sulla poltrona dal nulla televisivo, dai vizi a bassissimo costo o dall’inconsistenza della nostra volontà di vivere, dissipata dai fumi moderni.Sciocche figure al potere per sciocchi cittadini.Tuttavia questa situazione di degrado non è del tutto irreversibile, barlumi di gioventù salva ancora ci sono, anche se sono una piccola minoranza…Detto ciò spegni la televisione, ENTRA IN AZIONE!</p>
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		<title>Il senso di rispettare le istituzioni</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 13:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ecco un intervento dei ragazzi di Azione Giovani Piacenza sulla questione rifiuti a Napoli. Vi invitiamo a commentare il nostro testo.</p>

<p>La barzelletta è la solita, si chiama Italia.
Ecco cosa può un premier disarmato di fronte a quella che è una vera e propria tragedia nazionale, l’emergenza rifiuti nel napoletano.
La totale impossibilità di azione del governo [...]</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Ecco un intervento dei ragazzi di Azione Giovani Piacenza sulla questione rifiuti a Napoli. Vi invitiamo a commentare il nostro testo.</em></strong></p>

<p>La barzelletta è la solita, si chiama Italia.
Ecco cosa può un premier disarmato di fronte a quella che è una vera e propria tragedia nazionale, l’emergenza rifiuti nel napoletano.
La totale impossibilità di azione del governo di fronte al  problema, oltre ad essere terribile per gli abitanti del posto, umilia tutti in quanto italiani.
Che senso può avere oggi credere in queste istituzioni che non riescono neanche ad opporsi al potere della camorra. I camion per la spazzatura spariscono in un giro di interessi che a quanto pare fa comodo a molti, in un circolo che è tutto fuorché virtuoso. Ma oltre al danno la doppia beffa, paghiamo i tedeschi per smaltire i nostri rifiuti, che li trasformano in energia e ce la rivendono a prezzo altissimo. Che senso ha il rispetto delle istituzioni democratiche da parte di un cittadino normale, quando esiste un altro potere parallelo, quello mafioso, che a quanto pare può molto più delle istituzioni stesse.
Coloro che tutte le mattine fanno il loro dovere andando al lavoro e rispettando l’ordine pubblico, sono costantemente umiliati da tutti quelli che, alla faccia nostra, provano in ogni modo ad aggirare la legge a proprio vantaggio.
Perché è questo il problema di fondo: lo stato debole non può che rispecchiare i suoi cittadini. Finchè la maggior parte di noi preferisce cercare l’accomodamento egoista, il buco legislativo che gli permetta di “fare il meno possibile, ottenendo il massimo”, non resta che rassegnarsi ad un governo barzelletta.
Serve una presa di coscienza generale di fronte al rispetto della legge, di fronte al rispetto degli altri. Bisogna che tutti capiscano, che essere cittadini non comporta solo diritti, ma anche doveri.
La situazione italiana non è buona, anche i ciechi se ne possono rendere conto, ma per risollevarci non possiamo aspettare l’intervento del santo protettore: serve un risveglio, serve che tutti si diano da fare.
Quanto tutti capiranno ciò, allora avrà un senso rispettare le istituzioni, ma finchè solo una parte lo fa, e la restante sguazza nell’oro alle loro spalle, allora stiamo solo affondando…</p>
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