Quando protestare è un diritto esclusivo

Avevamo uno striscione che recitava : La condotta non si numera!Né rossi né neri ma liberi pensieri. Avevamo voglia di manifestare anche noi, di scioperare, contro la reintroduzione del voto in condotta. Avevamo le uniche bandiere che potevano rappresentare gli studenti: Il tricolore. Avevamo l’appoggio di una cinquantina di giovani studenti, pronti a sfilare con noi. Avevamo, come sempre, tanta voglia di farci sentire, ma non ci è stato concesso di esprimere le nostre idee. Ci è stato detto: “La manifestazione è di sinistra, non siete bene accetti!”(Carlo Pallavicini, consigliere comunale di Rifondazione comunista), e ci è stato poi “consigliato” dalle forze dell’ordine di andarcene. A noi, che abbiamo i diritti degli studenti a cuore, è stato impedito di manifestare da chi ha l’unico interesse di politicizzare uno sciopero che dovrebbe essere di tutti. Molti studenti questa mattina non hanno partecipato allo sciopero non riconoscendosi sotto la bandiera con la falce e martello o nei cori di violenza politica (che nulla centravano). L’ennesima sconfitta per il movimento studentesco, che ha perso un’occasione di fare fronte comune, fossilizzandosi su posizioni da anni di piombo. Per quanto ci riguarda, avevamo deciso di scendere in piazza, non contro il decreto nella sua interezza, ma contro la reintroduzione della bocciatura in base al voto di condotta, poiché riteniamo che questa pratica non sarebbe altro che uno strumento di ricatto messo nelle mani dei professori, che tra l’altro, “il coltello dalla parte del manico” già lo hanno comunque. E’ triste che quello che poteva essere un valido contributo al bene degli studenti sia stato rigettato per le solite note ideologie.

Azione Studentesca

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Riforme, scuola, demagogia e dintorni

Stesso posto, stesso bar: da un certo 68’ in poi, cercare di migliorare la scuola italiana, è diventata un’impresa quasi impossibile. Se chiedi a qualsiasi ragazzo cosa ne pensa della scuola, ti dirà sicuramente che così non va, che le menti scappano all’estero e che da noi non si fa ricerca. Ma ecco come di fronte a qualcuno che tenta di smuovere le acque, l’unica cosa che sanno fare le forze antagoniste e che per di più vorrebbero spacciarsi come “riformiste”, è diventare improvvisamente ostruzioniste e piazzaiole. Mi sono trovato in imbarazzo nella mia università (dove oltre alle bombe a carta qualcuno ogni tanto arringa gli studenti con il megafono), sentendo la disinformazione e la falsità che è alla base delle proteste studentesche di questi ultimi giorni. Continua a leggere Riforme, scuola, demagogia e dintorni

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Lettera aperta a tutto l’ambiente di destra

Dopo mille strumentalizzazioni delle recenti affermazioni di Gianfranco Fini, sia da ambienti della sinistra che della destra, mi sono sentito in dovere di prendere una posizione, lo faccio a titolo personale, ma credo che qualunque persona di buon senso possa riconoscersi in quello che sto per scrivervi. Il recente dibattito non solo non era necessario, ma è stato condotto in luoghi e da persone che non hanno il titolo per giocare a fare gli storici. Le esternazioni di Fini, evidentemente frutto di un suo percorso personale (indubbiamente poco coerente, ma non siamo qui per fare della morale), sono a mio avviso considerazioni socio-culturali di una visione propria del Presidente della Camera. Parlare di fascismo e antifascismo oggi però, da un punto di vista politico, è assolutamente anacronistico, l’equivalente insomma di parlare di giacobinismo nella politica di attualità, di guelfismo o quant’altro. Certo se si vuole spostare l’analisi su un piano prettamente culturale, allora parlarne ha già più senso. Mi sembra infatti, che molti ancora oggi, pensano che la Destra in Italia sia nata a San Sepolcro. Se si aprono un po’ di più gli occhi sulla storia e sul mondo, ci si può rendere facilmente conto di come la Destra, non sia semplicemente estetica, ma che sia invece un entità meta-storica e meta-politica, che ha radici molto più profonde del 1919. La cultura della Tradizione, è un insieme di valori e idee caratteristiche di una determinata visione del mondo, che esisteva già prima della nascita degli stati nazionali. Continua a leggere Lettera aperta a tutto l’ambiente di destra

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Praga, 40 anni dopo non dimentichiamo

Nella notte fra il 20 e il 21 agosto 1968 la Cecoslovacchia fu invasa da una forza stimata fra i 200.000 e i 600.000 soldati e fra 5.000 e 7.000 veicoli corazzati. Primavera di Praga Fu così messa la parola fine alla “Primavera di Praga”, un periodo di leggere riforme durato otto mesi. A quarant’anni di distanza da quei fatti non dimentichiamo il sacrificio di quanti si batterono in nome della libertà del proprio paese. Continua a leggere Praga, 40 anni dopo non dimentichiamo

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Atreju ’08 – Eccezionali per scelta

Dal 10 al 14 settembre si terrà la IX edizione di “Atreju”. Ancora una volta ci ritroveremo a Roma alle pendici dei sette Colli che costeggiano il cuore di Roma, al cospetto del Colosseo. Sarà, infatti, il parco del Celio la suggestiva cornice che ospiterà la nostra tradizionale festa, che si presenterà con un villaggio rinnovato e come sempre colmo di stand, di sport, musica, e tanta buona politica. Affronteremo i temi più discussi del nostro tempo, sarà il momento per lanciare campagne politiche e culturali che caratterizzeranno il prossimo anno, snoccioleremo e confuteremo le tesi e le antitesi attraverso le quali si articola una visione del mondo. “Atreju ’08 – Eccezionali per scelta”, è il luogo ideale dove trovare l’entusiasmo per affrontare con rinnovata energia una stagione che richiederà un impegno straordinario e valoroso in cui sarà importante difendere, rilanciare e trasmettere alla nostra Terra quei valori che abbiamo la presunzione di incarnare e concretizzare, quei progetti finora solo sfiorati e accarezzati in sogno da una intera generazione. Continua a leggere Atreju ’08 – Eccezionali per scelta

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